Materiali a contatto con gli alimenti

Capsule per conserve alimentari: migrazione globale e specifica in olio

Oggigiorno la totalità dei prodotti alimentari è commercializzata e confezionata in vario modo. In particolare per i prodotti umidi e deperibili, l’imballaggio primario più utilizzato è il vaso di vetro a chiusura ermetica mediante coperchio ad avvitamento. 

L’ermeticità della chiusura è raggiunta non solo attraverso la sola forza meccanica di serraggio del tappo, ma anche attraverso la composizione chimica e le dimensioni fisiche della guarnizione depositata a forma di anello sulla parte interna del tappo.

A partire dal 2004 i laboratori Comunitari, ed in particolare il laboratorio di Zurigo (laboratorio ufficiale per il controllo degli alimenti) hanno constatato l’esistenza della contaminazione degli alimenti da parte delle sostanze costituenti il coperchio.
Essi hanno dimostrato attraverso analisi chimiche basate su procedure di estrazione, clean up e quantificazione talvolta innovative, che in molti casi i livelli di contaminazione riscontrati superavano ampiamente i limiti di legge.
Per evitare il blocco totale di tali prodotti nel territorio della Comunità Europea è stato introdotto un periodo di transizione sancito dal Regolamento CE 372/2007 che ha di fatto alzato i limiti di diverse sostanze rispetto a quelli riportati nella direttiva comunitaria (2002/72/CE e smi) e nel decreto  nazionale (DM 21/03/73 e smi) relativi ai materiali ed oggetti in materia plastica destinati al contatto con sostanze alimentari.

CHELAB è in grado di fornire servizi analitici completi e assistenza tecnico scientifica al fine di garantire la conoscenza dei fenomeni chimici che potrebbero instaurarsi durante la conservazione del prodotto sott’olio o umido e deperibile nei vasi di vetro.
La conoscenza a priori del comportamento del proprio coperchio o altro oggetto analogo per scopo nei confronti della cessione  permette al fabbricante di valutare a quale settore del mercato delle conserve sia più proprio indirizzare il prodotto di chiusura.

A  tale proposito CHELAB è in grado di eseguire la determinazione delle seguenti migrazioni specifiche:

  • ESBO – ELO: la determinazione viene eseguita mediante HPLC equipaggiato con rivelatore di massa. Il limite di rilevabilità è negli alimenti ad uso umano di 5 mg/kg espresso sul grasso e sul campione tal quale è legato alla quantità di grasso presente nel campione. Nel mastice e nelle materie plastiche è di 50 mg/kg e nelle capsule è di 0,005 mg/capsula.

  • FTALATI: il metodo consente la determinazione dei residui di ftalati in materiali plastici, prodotti cosmetici, carta, capsule destinate al contatto con gli alimenti e alimenti ad uso umano. Gli ftalati in oggetto sono: di-cicloesil-ftalato, di-metil-ftalato, di-etil-ftalato, di-isobutil-ftalato, di-isodecil-ftalato, di-isononil-ftalato, di-isoottil-ftalato, di-n-amil-ftalato, di-n-butil-ftalato, di-n-octil-ftalato, bis-2-etilesil-ftalato e butil-benzil-ftalato. I principi vengono estratti con opportuno solvente. L'estratto ottenuto, opportunamente diluito, viene analizzato in gascromatografo equipaggiato con rivelatore di massa. Il limite di rivelabilità per gli alimenti, tranne gli oli e i grassi, è di 2 mg/kg per di-isoottil-ftalato, di-isononil-ftalato e di-isodecil-ftalato, e di 0,5 mg/kg per gli altri ftalati. Il limite di rivelabilità per le capsule viene espresso in mg/capsula e dipende dalla superficie totale delle capsule analizzate. L'analisi viene effettuata su un numero di capsule tali da avere una superficie totale di circa 150 cm2 a cui corrisponde un limite di rivelabilità di 1 mg per ogni ftalato. Il limite di rivelabilità per le altre matrici è di 10 mg/kg per ciascun ftalato.

  • POLIADIPATI: i poliadipati vengono determinati simultaneamente in due modi: da un lato, dopo idrolisi e transesterificazione, vengono analizzati mediante LC/MS/MS attraverso la rilevazione di dimetil estere dell'acido adipico e dall'altra, dopo estrazione con opportuno solvente e successiva diluizione in fase mobile, vengono rilevati in LC/MS come molecole tal quali. In entrambi i casi si sfruttano la ionizzazione positiva in ambiente acido ed una sorgente di tipo ESI. Il limite di rivelabilità del metodo e' di 3 mg/Kg (espresso sulla frazione lipidica)

  • DIBUTILSEBACATO: il campione viene sottoposto ad estrazione con opportuno solvente successivamente allontanato per evaporazione. L’estratto secco viene poi ripreso con adeguata fase mobile, sottoposto a purificazione SPE e sottoposto ad analisi LC/MS/MS condotta su sorgente ESI in modalità positiva. Il limite di rivelabilità del metodo è di 1 mg/Kg.

  • EURUCAMIDE e OLEAMIDE: sul liquido simulante vengono determinati i principi migrati dal materiale plastico o dalla capsula, effettuando un’estrazione con opportuno solvente. Gli estratti sono quindi analizzati mediante GC/MS.
    Il limite di rivelabilità, per ciascun principio, è di 10 mg/kg per gli oli derivanti dal liquido di cessione e per i materiali plastici. Il limite di rivelabilità per le capsule è pari a 1/n mg/capsule dove n è il numero di capsule analizzate. L’analisi viene effettuata su un numero di capsule tali da avere una superficie totale di circa 150 cm2 a cui corrisponde un limite di rivelabilità di 1 mg per ciascun principio.

  • ACETIL TRIBUTIL CITRATO: la rilevazione avviene mediante GC/MS/MS condotta su sorgente EI ad impatto elettronico. Il limite di rivelabilità del metodo e’ di 6 mg/Kg
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